Un corto di animazione per Dolceria Sapone

La Notte delle Lanterne

In questa Acquaviva immaginaria, fatta di pietra, luce e memoria, il Natale non è una ricompensa per chi è buono. È un’occasione per chi ha avuto paura di condividere il proprio dolore.

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Sinossi

In una Acquaviva delle Fonti di fantasia, riconoscibile nei suoi monumenti e nei suoi vicoli più emblematici ma trasformata in una dimensione sospesa e artigianale, la notte di Natale avvolge il paese in un silenzio carico di memoria.

Un anziano attraversa lentamente il centro storico, appoggiandosi al suo bastone. Cammina tra luoghi che conosce da sempre, sotto architetture che raccontano una vita intera. È parte di quella città, ma qualcosa in lui è rimasto indietro.

Durante il suo cammino si ferma davanti a un’auto parcheggiata in un vicolo. All’interno, una famiglia dorme stretta insieme: padre, madre e bambino. Non hanno una casa, ma sono uniti.

L’uomo osserva la scena a lungo.

Nel suo sguardo non c’è solo compassione.

C’è tristezza, ma anche invidia.

Quella famiglia possiede ciò che lui ha perduto per sempre.

Invece di avvicinarsi, invece di fermarsi, l’uomo si volta e se ne va.

È un gesto silenzioso, quasi impercettibile, ma profondamente umano: sceglie di allontanarsi dal dolore degli altri perché risveglia il suo. Un piccolo atto di egoismo, dettato dalla solitudine.

Nel cielo sopra Acquaviva compaiono intanto piccole lanterne lontane. Scendono lentamente tra i tetti, attraversano il paese e iniziano a entrare nelle case, una dopo l’altra. Una di queste lanterne raggiunge la casa di una coppia e di un bambino. Entra dalla finestra, portando con sé un dono ancora avvolto, il cui significato verrà svelato solo più tardi.

L’anziano rientra invece nella sua casa modesta, vuota. Qui trova una vecchia fotografia: lui, la moglie e la figlia, circa trent’anni prima. La osserva a lungo. La perdita, fino a quel momento trattenuta, esplode. L’uomo piange, solo.

Quando la lanterna non entra nella sua casa, accade qualcosa di inatteso. L’anziano, spaventato, comincia a sollevarsi da terra. I piedi si staccano dal pavimento, come se il paese stesso lo stesse richiamando.

Guidato da quella presenza, esce dalla casa sospeso, attraversa i vicoli e torna là dove si era fermato… e poi era fuggito. La notte lo riporta davanti all’auto, davanti a quella famiglia che aveva scelto di non guardare fino in fondo. Il dono ora è pronto a essere consegnato.

In questa Acquaviva immaginaria, fatta di pietra, luce e memoria, il Natale non è una ricompensa per chi è buono. È un’occasione per chi ha avuto paura di condividere il proprio dolore.

Backstage
Crediti

SCRITTO E DIRETTO DA

Mimmo Greco

Informazioni